Udin




Durata: 3 min
Regia: Anneta Papathanasiou
Paese d’origine: Grecia
Anno: 2011
Lingua: bengalese con sottotitoli in italiano
Genere: documentario
Età consigliata: 11 – 18

 

Parole chiave

Sinossi

Udin ha sedici anni e viene dal Bangladesh, a soli dodici anni chiese alla madre di poter andare in Grecia a studiare, lei, rimasta vedova, acconsentì, vendette la casa e lo affidò a dei contrabbandieri. Ma Udin finisce per vivere per le strade di Atene, senza soldi, arrangiandosi per sopravvivere. Non c’è nessuno che gli dica come può ottenere un permesso di soggiorno, visto che non è mai stato a scuola e non legge né capisce il greco.

Premessa

Il cortometraggio è parte della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam ed è ispirato all’Articolo 20 della Convenzione ONU sui diritti dei bambini: “Ogni fanciullo il quale è temporaneamente o definitivamente privato del suo ambiente familiare oppure che non può essere lasciato in tale ambiente nel suo proprio interesse, ha diritto a una protezione e ad aiuti speciali dello Stato”. Il corto mostra il divario fra le aspirazioni che motivavano la scelta di migrare in un altro paese (il desiderio di studiare per diventare medico) e la realtà precaria nella quale alcuni migranti si trovano a vivere (per le strade di Atene vendendo gadget per la strada). Perché un ragazzo di 17 anni è costretto a questa vita? Cosa desidera Udin per il suo futuro?

Tracce di discussione

Per proporre alla classe delle attività collegate ai primi cinque cortometraggi del secondo DVD (Udin, Mustapha, Pamela, Anna, Habibola) della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam può essere utile un breve inquadramento sulla Convenzione dei diritti del bambino, sulla sua importanza e sui suoi principali contenuti che trovate al capitolo della study guide Convenzione dei diritti dei bambini.
La discussione sul film può aiutare gli studenti ad approfondire il tema dei minori stranieri non accompagnati, del loro bisogno di protezione e dei loro diritti.
– Quanti anni ha Udin? Molti bambini e ragazzi non ancora maggiorenni arrivano in Europa e in Italia senza i propri genitori o altri parenti che li possano assistere.
Presentare alla classe alcuni dati sui minori stranieri non accompagnati in Europa e in Italia.
– Come ha fatto Udin dal Bangladesh a raggiungere la Grecia?
Riflettere con la classe sui viaggi lunghi e pericolosi che ragazzi pressoché loro coetanei affrontano, senza l’assistenza dei famigliari, e sui numerosi casi in cui diventano vittime di organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani o altre forme di sfruttamento (lavorativo, sessuale, criminale ecc.).
– Quali sono i motivi che spingono Udin a partire? Il desiderio di studiare, di diventare medico, di vivere in condizioni migliori.
Riflettere con gli studenti sulle aspirazioni personali e sulle risorse e gli aiuti che potrebbero servire loro per realizzarle. Quali somiglianze e differenze pensate ci siano tra voi e Udin? È giusto che anche Udin abbia le stesse possibilità? Confrontando le aspirazioni emerse e la storia di Udin riflettere con la classe sui diritti relativi agli ambiti discussi e leggete i passaggi della Convenzione dei diritti del bambino ad essi collegati.
– Che lavoro fa Udin? Anche noi incontriamo venditori ambulanti, Come Udin in Grecia, ma spesso non ci chiediamo da dove vengano, quali siano i loro desideri e come si siano trovati a fare quel lavoro.
Provate a immaginare e ricostruire la storia di un giovane venditore ambulante e presentare, parlando in prima persona, che cosa potrebbe raccontare di sé e delle sue aspirazioni.

Per approfondire


GIOCO DELLA GUIDA

12. La storia di Ashique

CONSIGLIO DI LETTURA

Come due stelle nel mare, Carlotta Mismetti Capua, Piemme,  2011

CONSIGLIO DI VISIONE

Miracolo a Le Havre, Aki Kaurismäki, 2011

GLOSSARIO: MINORE NON ACCOMPAGNATO

Con minore straniero non accompagnato (Msna) si definisce un soggetto minorenne privo di cittadinanza italiana o di altri stati dell’Unione Europea, il quale, non avendo provveduto alla richiesta di asilo politico, è presente per qualsiasi circostanza sul territorio dello Stato, in assenza di soggetti terzi quali genitori o adulti che detengano per conto suo responsabilità legale, assistenza e rappresentanza.

Il Ministero del lavoro ha comunicato i dati (aggiornati al febbraio 2013) relativi ai minori stranieri non accompagnati (Msna) «presenti» o «irreperibili» sul territorio italiano. In totale sono 7.066 di cui 5.626 «presenti» (79,6%) e 1.465 dei quali non si sa più nulla (20,4%). Sono in maggioranza maschi (93,9%), quasi la metà è formata da ragazzi di 17 anni (60,4%) e solo una piccola parte (0,4%) è costituita da bambini dagli zero ai sei anni. I loro Paesi di provenienza sono principalmente Bangladesh (1.660), Egitto (1.058), Albania (763) e Afghanistan (902). Le regioni che ospitano il numero più alto di Msna sono Lazio (1.582), Sicilia (1.235) e Lombardia (796). Sono 287 inoltre i minori stranieri non accompagnati che hanno formalizzato la richiesta di protezione internazionale.

I minori stranieri, anche se entrati in Italia irregolarmente, sono titolari di tutti i diritti sanciti dalla Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 1989. Tra questi i diritti all’istruzione, all’assistenza sanitaria, al collocamento in un luogo sicuro, alla tutela quando i genitori non sono in condizione di esercitare la potestà genitoriale, all’unità famigliare e all’affidamento se privi di un ambiente famigliare idoneo.

Lasciano i Paesi d’origine per motivi economici o legati a conflitti e persecuzioni o a catastrofi naturali; spesso questi motivi si sommano tra loro. Dal Bangladesh, ad esempio, si parte per motivi economici, ma anche per i problemi ambientali da cui è afflitto il Paese. Dall’Egitto per motivi sia economici che politici (e talvolta anche per sfuggire alla leva obbligatoria). Per la guerra, ma anche per ragioni economiche, si abbandonano il Mali, la Somalia e l’Afghanistan. I minori di quest’ultimo Paese, che arrivano in Italia dalla Grecia, sono sovente rimandati indietro (in virtù del Regolamento di Dublino, che affida al primo Paese europeo in cui il migrante mette piede l’onere della valutazione della richiesta di asilo). La Grecia è all’ultimo posto in Europa per la concessione della protezione internazionale e il destino di questi minori rimane quindi molto incerto.
In caso di dubbi, il minore è sottoposto all’esame per l’accertamento dell’età che consiste nella misurazione del polso. Questa tecnica ha un margine di errore fino a due anni.

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