Pamela




Durata: 3 min
Regia: Christine Pawlata
Paese d’origine: Italia/Olanda
Anno: 2011
Lingua: italiano
Genere: documentario
Età consigliata: 13 – 18

 

Parole chiave

Sinossi

Pamela è cresciuta in una zona “ghetto” alla periferia di Roma, un pezzo di terra circondato da mura e controllato all’entrata da personale di polizia. L’autobus speciale, che la porta a scuola ogni giorno, è sempre in ritardo e va a riprenderla prima degli altri. Per questo perde molte lezioni e non può mai stare con i suoi compagni. Pamela sogna di diventare parrucchiera, ma teme che le difficoltà nello stare al passo con il programma scolastico e il fatto di vivere in una zona periferica mal servita dai mezzi pubblici le renderanno problematico l’accesso alle scuole professionali.

Premessa

Il cortometraggio è parte della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam ed è ispirato all’Articolo 28 della Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini: “Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione”. Il corto mostra il desiderio di “normalità” di una ragazza rom (andare a scuola, avere amici, andare alle feste dei compagni italiani) e le difficoltà che deve affrontare per avere accesso al sistema educativo e alla rete di relazioni in cui gli altri sono “naturalmente” inseriti. Il suo punto di vista aiuta lo spettatore a riflettere sulle condizioni di vita e i problemi concreti di una preadolescente alle prese con una quotidianità difficile e a decostruire alcuni stereotipi diffusi sui giovani rom (non rispettano le regole, si isolano, urlano sui mezzi pubblici, non vanno a scuola).

Tracce di discussione

Per proporre alla classe delle attività collegate ai primi cinque cortometraggi del secondo DVD (Udin, Mustapha, Pamela, Anna, Habibola) della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam può essere utile un breve inquadramento sulla Convenzione dei diritti dei bambini, sulla sua importanza e sui suoi principali contenuti. Per questo si rimanda al capitolo Dichiarazione dei diritti dei bambini della guida.
La discussione sul film può aiutare gli studenti ad approfondire il tema dell’accesso all’istruzione e delle condizioni di vita delle minoranze rom e sinte.

– Quali sono gli aspetti della storia di Pamela che vi hanno colpito?
Riflettete con la classe sulle condizioni materiali e di vita che rendono problematico per Pamela frequentare la scuola e gli amici. Chiedete agli studenti di pensare alla loro giornata tipo, al loro tragitto per raggiungere la scuola, alle occasioni di incontro con gli amici, alle loro aspirazioni future rispetto alla carriera scolastica e al lavoro. In cosa vi sentite simili a Pamela? La voglia di stare con gli amici a scuola, di andare alle feste di compleanno, di non essere rimproverati per cose che non dipendono da voi, di avere un sogno nel cassetto possono essere punti in comune Quali sono le condizioni che vi differenziano?
– Qual è la preoccupazione di Pamela rispetto al suo desiderio di diventare parrucchiera? Riflettete con gli studenti sugli aspetti che impediscono a molti ragazzi di frequentare regolarmente la scuola e di avere accesso all’istruzione. Leggete e discutete insieme i contenuti dell’articolo 28 della Convenzione dei diritti dei bambini:
“Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all’educazione, e in particolare, al fine di garantire l’esercizio di tale diritto in misura sempre maggiore e in base all’uguaglianza delle possibilità: a) rendono l’insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti; b) incoraggiano l’organizzazione di varie forme di insegnamento secondario sia generale che professionale, che saranno aperte e accessibili a ogni fanciullo, e adottano misure adeguate come la gratuità dell’insegnamento e l’offerta di una sovvenzione finanziaria in caso di necessità; c) garantiscono a tutti l’accesso all’insegnamento superiore con ogni mezzo appropriato, in funzione delle capacità di ognuno; d) fanno in modo che l’informazione e l’orientamento scolastico e professionale siano aperte e accessibili a ogni fanciullo; e) adottano misure per promuovere la regolarità della frequenza scolastica e la diminuzione del tasso di abbandono della scuola. Gli Stati parti adottano ogni adeguato provvedimento per vigilare affinché la disciplina scolastica sia applicata in maniera compatibile con la dignità del fanciullo in quanto essere umano e in conformità con la presente Convenzione. Gli Stati parti favoriscono e incoraggiano la cooperazione internazionale nel settore dell’educazione, in vista soprattutto di contribuire a eliminare l’ignoranza e l’analfabetismo nel mondo e facilitare l’accesso alle conoscenze scientifiche e tecniche e ai metodi di insegnamento moderni. A tal fine, si tiene conto in particolare delle necessità dei Paesi in via di sviluppo.”
– Cosa hai provato quando Pamela racconta di aver visto e salutato dall’autobus la sua amica di infanzia? Immagina di essere un amico/a di Pamela, cosa ti piacerebbe dirle in risposta al suo racconto? Chiedete agli studenti di scrivere una breve lettera a Pamela, leggetene alcune in classe e discutetene insieme.
– Pamela è una ragazza rom. Sapete cosa significa? Presentate alla classe alcuni dati sulla presenza dei rom in Italia e in Europa e date loro alcune informazioni sulla storia di questi gruppi etnici aiutandovi, se utile, con i materiali proposti di seguito.

Per approfondire

GIOCO DELLA GUIDA

1. Ascoltare ogni voce

CONSIGLIO DI LETTURA

Io e gli invisibili, Beatrice Masini, Einaudi Ragazzi, 2010 (dai 9 anni)
Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani, Fabio Geda, Feltrinelli, 2009 (dagli 13 anni)

CONSIGLIO DI VISIONE

Io, la mia famiglia rom e Woody Allen, Laura Hallovic, 2009

GLOSSARIO[1]ROM E SINTI

Il nome rom o romanì è una definizione collettiva per diversi gruppi etnici di persone che si auto identificano membri di diversi sotto-gruppi accomunati, per il presente o il passato, da medesimi luoghi di residenza o per l’utilizzo di lingue e dialetti comuni. Ci sono circa 10 milioni di rom in Europa. Pochi gruppi vivono viaggiando senza residenze permanenti, mentre la maggior parte vive oggi in modo sedentario. Alcuni gruppi rom abitano in contesti urbani, in quartieri più o meno segregati, altri in aree rurali, in distretti di città più piccole o villaggi. I rom sono presenti praticamente in tutti i paesi d’Europa. La discriminazione a danno delle popolazioni rom ha radici profonde e diffuse. In Europa sono in aumento ragionamenti e atteggiamenti preoccupanti che identificano le popolazioni rom come un pericolo per la salute e la sicurezza pubblica. Inoltre è purtroppo molto comune una retorica che tende a criminalizzare la popolazione rom nel suo complesso. I rom sono spesso vittime di gruppi razzisti, la cui violenza sfocia anche in omicidio, in Bulgaria, Romania, Ungheria, Italia. I quartieri e i villaggi dove vivono sono spesso segregati e isolati. Molti giovani rom crescono in ambienti sociali a loro ostili dove l’unico supporto e riconoscimento che ricevono proviene dalle loro comunità o dal contesto famigliare. L’accesso a molti diritti fondamentali, come l’educazione e i servizi sanitari, è spesso, per loro, limitato o impossibile. Esistono rom italiani. Comunità rom da sempre italiane.

Non esiste il gruppo etnico degli zingari. La parola zingaro è solo il modo in cui storicamente le popolazioni Rom e Sinti sono state chiamate dai non Rom con uno stigma negativo. La parola zingara è discriminatoria in sé, al di là dell’uso che se ne fa, ed è equiparabile a un insulto razziale come negro per la comunità nera. Il motivo è che si tratta di una parola imposta dalla società maggioritaria a un gruppo che non si auto definisce così.



[1] Parlare Civile, A cura di Redattore Sociale, Bruno Mondadori, 2013

 

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