Mustapha




Durata: 3.32 min
Regia: Ayfer Ergun
Paese d’origine: Olanda
Anno: 2009
Lingua: turco con sottotitoli in italiano
Genere: documentario
Età consigliata: 13 – 16 anni

 

Parole chiave

Sinossi

Mustapha ha 15 anni, i suoi genitori vengono dalla Tanzania e lui è cresciuto e vive a Istanbul. Mustapha non ha né carta d’identità né passaporto: è apolide. Per questa ragione non ha il diritto di andare a scuola come tutti i ragazzi e passa la maggior parte del tempo nella sua stanza a guardare la TV. Ci racconta come vive la sua vita e quali sono le conseguenze per lui della mancanza d’identità giuridica.

Premessa

Il cortometraggio è parte della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam ed è ispirato all’Articolo 7 della Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini:
“Il fanciullo è registrato immediatamente al momento della sua nascita e da allora ha diritto a un nome, ad acquisire una cittadinanza e, nella misura del possibile, a conoscere i suoi genitori e a essere allevato da essi. Lo stato deve garantire che un fanciullo non diventi apolide.”
Il corto mostra le immagini del corpo di un giovane che trasmette rassegnazione, tristezza, immobilità. Mustapha appare imprigionato in un’attesa infinita nei pochi metri quadri della sua stanza, escluso dalla socialità con i suoi coetanei, senza il diritto di andare a scuola e di acquisire la cittadinanza nel paese dove è nato e cresciuto.

Tracce di discussione

Per proporre alla classe delle attività collegate ai primi cinque cortometraggi del secondo DVD (Udin, Mustapha, Pamela, Anna, Habibola) della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam può essere utile un breve inquadramento sulla Convenzione dei diritti del bambino, sulla sua importanza e sui suoi principali contenuti. Per questo si rimanda al capitolo Dichiarazione dei diritti del bambino della study guide.
La discussione sul film può aiutare gli studenti ad approfondire i significati e le conseguenze, nella vita di tutti i giorni, dell’essere o non essere cittadini di un paese.
– Mustapha è apolide. Conoscete il significato di questa parola?

– “Solo i documenti provano l’esistenza dell’individuo, non la realtà della sua carne”.  Chiedete agli studenti di prendere la propria carta di identità, di leggere le informazioni che contiene e pensare alle situazioni in cui la carta di identità serve loro per ottenere qualcosa (iscriversi a scuola o ad un centro sportivo, viaggiare in un paese europeo, avere lo sconto per l’ingresso al museo, iscriversi a un’associazione, poter certificare la propria identità ed essere riconosciuti in casi particolari ecc.). Partendo da questi esempi pratici ampliate la riflessione sui diritti dei cittadini di un paese.

– Perché Mustapha non ha la cittadinanza? Come funziona la legge per l’ottenimento della cittadinanza in Italia? E negli altri paesi europei? Sulla base delle risposte proponete agli studenti un lavoro a gruppi di approfondimento sulle legislazioni per l’acquisto della cittadinanza in altri paesi europei.

Potete mostrare ai  vostri studenti l’infografica sulla cittadinanza realizzata da Linkiesta

Per approfondire

GIOCO DELLA GUIDA

11. Il potere dei fiori
16. Una costituzione

CONSIGLIO DI LETTURA

Pinocchio nero. Diario di un viaggio teatrale, Marco Baliani, Rizzoli,  2005

CONSIGLIO DI VISIONE

ITALEÑAS, David Chierchini, Matteo Keffer, Davide Morandini, 2013

GLOSSARIO: APOLIDE

L’apolidia è lo stato dei soggetti privi di qualunque cittadinanza. Tali soggetti sono detti apolidi. Si diventa apolidi “per origine” o “per derivazione”: si è apolidi per origine quando non si è mai goduto dei diritti e non si è mai stati sottoposti ai doveri di nessuno stato; si diventa apolidi per derivazione a causa di varie ragioni tutte conseguenti alla perdita di una pregressa cittadinanza e alla mancanza di una contestuale acquisizione di una nuova. Le ragioni possono essere: annullamento della cittadinanza da parte dello Stato per ragioni etniche, di sicurezza o altro; perdita di privilegi acquisiti in precedenza (come ad esempio la cittadinanza acquisita per matrimonio); rinuncia volontaria alla cittadinanza.

Fenomeno poco conosciuto, se non ignorato, dai più, l’apolidia nasce da quattro grandi processi: dalla privazione ufficiale di nazionalità (come fu il caso, ad esempio, delle persone fuggite dalla Germania nazista); dalla sua perdita, che spesso avviene in seguito al non compimento delle pratiche; dal rifiuto di registrarsi (soprattutto per ragioni politiche, come avviene, in particolare, per le minoranze e le popolazioni autoctone di alcuni paesi) e da errori di registrazione. È proprio su quest’ultimo punto che le organizzazioni internazionali concentrano i loro sforzi, considerando che uno dei mezzi più efficaci per lottare contro l’apolidia è di promuovere un sistema efficace di registrazioni delle nascite.
L’UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) stima il numero di persone apolidi nel mondo in circa 5,8 milioni, ma ammette che potrebbero essere fino a quindici milioni.

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