Habibola




Durata: 3.15 min
Regia: Christel Voorn
Paese d’origine: Olanda
Anno: 2010
Lingua: pasthu con sottotitoli in italiano e in inglese
Genere: documentario
Età consigliata: 9 – 18

 

Parole chiave

Sinossi

Habibola ha quindici anni e viene dall’Afghanistan. Ha vissuto per un anno e mezzo in un campo rifugiati nella cittadina olandese di Limburg. Spiega perché è fuggito dal suo paese e che vive nella perenne inquietudine che possa accadergli qualcosa di brutto da quando sulla testa del padre pende addirittura una taglia. In Olanda alcune persone lo guardano con sospetto, ma lui racconta le sue aspirazioni e i suoi sogni.

Premessa

Il cortometraggio è parte della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam ed è ispirato all’Articolo 27 della Convenzione ONU sui diritti delle bambine e dei bambini:
“Gli Stati parti riconoscono il diritto di ogni fanciullo a un livello di vita sufficiente per consentire il suo sviluppo fisico, mentale, spirituale, morale e sociale”.
Habibola illustra gli stereotipi razzisti che riguardano chi appare proveniente da realtà mediorientali. Basta essere afghano per essere sospettato di essere un terrorista?

Tracce di discussione

Per proporre alla classe delle attività collegate ai primi cinque cortometraggi del secondo DVD (Udin, Mustapha, Pamela, Anna, Habibola) della serie Kids Rights di Amnesty International Amsterdam può essere utile un breve inquadramento sulla Convenzione dei diritti del bambino, sulla sua importanza e sui suoi principali contenuti. Per questo si rimanda alle pagine XX-XX della study guide.
La discussione sul film può aiutare gli studenti ad approfondire i temi dell’asilo politico e del razzismo, in particolare dell’islamofobia.
– Vi è mai capitato di essere stati respinti, rifiutati, additati dagli altri per alcune vostre caratteristiche? Vi ricordate come vi siete sentiti?
Chiedete agli studenti di mettere a fuoco le proprie emozioni rispetto ai loro vissuti alle loro esperienze e di confrontarle con quello che Habibola racconta nel corto.
– Cosa racconta Habibola di quello che gli altri pensano e dicono di lui?
Chiedete agli studenti di discutere, sulla base delle parole di Habibola, quali sono le principali argomentazioni che compongono il pregiudizio delle persone nei suoi confronti. L’islamofobia è un atteggiamento di paura verso l’Islam e l’avversione verso tutti i musulmani. Una delle argomentazioni recenti dell’islamofobia è correlata all’idea che i musulmani in generale siano i promotori del terrorismo nel mondo.
Chiedete agli studenti di ragionare insieme sulle conseguenze pratiche di questa ostilità in termini di discriminazione, pregiudizi e trattamenti ingiusti, provando a ragionare nel concreto sulla storia di Habibola o di un ragazzo loro coetaneo che si possa trovare in una simile condizione di vittima di pregiudizi e esclusione.
– Habibola racconta di essere fuggito dal suo paese e della preoccupazione per la vita dei suoi familiari. Una lunga separazione dai propri affetti e, spesso, la difficoltà di avere informazioni sulla propria famiglia e di entrare in contatto con i propri parenti, sono condizioni che caratterizzano molte storie di rifugiati.
Chiedete agli studenti di pensare a cosa desidererebbero se fossero nella situazione di Habibola, che cosa chiederebbero allo stato, che li ospita come rifugiati, e agli abitanti di quello stato che incontrano tutti i giorni. Aiutate poi gli studenti a discutere, con l’aiuto del glossario, sulle differenze tra le espressioni: immigrato, rifugiato e profugo.

Per approfondire

GIOCO DELLA GUIDA

15. Tre cose

CONSIGLIO DI LETTURA

I sogni di mio padre. Un racconto sulla razza e l’eredità, Barack Obama, Nutrimenti, 2007
Consigliato da Martino Gozzi

CONSIGLIO DI VISIONE

Il cacciatore di aquiloni, Marc Forster, 2007

GLOSSARIO: ISLAMOFOBIA

Il termine islamofobia indica l’ostilità verso l’Islam e, di conseguenza, la paura e l’avversione verso tutti i musulmani o la maggioranza di loro. Si riferisce ugualmente alle conseguenze pratiche di quest’ostilità in termini di discriminazioni, pregiudizi e trattamenti ingiusti verso i musulmani (sia come individui sia come comunità) e di una loro possibile esclusione dalla sfera politica e sociale. Questo termine è stato creato per definire la discriminazione crescente verso i musulmani che si è sviluppata negli ultimi anni, in particolare dopo l’11 settembre 2001.

I cittadini di religione musulmana sono le persone maggiormente colpite da episodi di discriminazione in Europa. È quanto emerge dal rapporto 2011/2012 sul razzismo nell’Ue, pubblicato dal Network europeo contro il razzismo (Enar), in occasione del 21 marzo, Giornata internazionale per l’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale.
A essere particolarmente colpite sono le donne, che rappresentano l’85 per cento dei casi riportati di islamofobia. Per loro infatti alla discriminazione per la religione di appartenenza  si somma una discriminazione di genere. La paura dell’islam, rileva il report, è utilizzata come capro espiatorio dai politici per sviare l’attenzione dell’opinione pubblica da altri e più seri problemi. L’islamofobia crea difficoltà a molti musulmani, in tutti gli Stati membri, nell’accesso all’istruzione, all’alloggio, al lavoro e a beni e servizi e nel ricorso alla giustizia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*